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Pareggerà presto con il dollaro? Opinioni contrastanti 7/24/02, CNN/Ansa/Reuters Il volo è durato otto giorni, poi l'euro ha ripiegato. Martedì la moneta europea è tornata sotto la parità col dollaro conquistata il 15 luglio dopo una gran rincorsa e ha chiuso a 0,9866 dollari. Eppure poco prima aveva toccato, a 1,0190 dollari, il massimo da oltre due anni. Un colpo repentino, ma tutt'altro che pesante: sono in molti a scommettere che l'euro pareggerà ancora, e presto.
Certo, c'è anche chi sostiene la tesi opposta: per esempio Sonja Marten, che si occupa di strategie sui cambi a Francoforte per la banca Dresdner Kleinwort Wasserstein, dice che "tutti vendono dollari da un po', ma ora si chiedono: Contro che cosa sto vendendo?"
Già lunedì erano arrivati segnali di frenata e l'euro aveva rallentato fino a 1,01 dollari. Poi l'attesa di un rimbalzo dei mercati Usa ha fatto il resto. Il rimbalzo non c'è stato ma l'euro ha continuato a scendere. Un movimento che diversi analisti attribuiscono a motivi tecnici: potrebbe essere stata una presa di beneficio, il realizzo dei guadagni da parte di chi ha comprato euro di recente.
I possibili motivi del calo in realtà sono diversi, e tutti coloro che ne indicano uno hanno una parte di ragione. Le teorie che sono circolate nelle sale cambi sono varie: una per esempio sostiene che diverse banche Usa hanno venduto valuta straniera e comprato dollari perché hanno bisogno di liquidi con cui coprire le perdite dovute all'esposizione con WorldCom, che lunedì ha dichiarato bancarotta e quindi non deve più, per legge, pagare interessi sui debiti fin quando non uscirà dal fallimento.
Di certo c'è che anche le valute europee dei paesi non-euro hanno pagato una gran giornata del dollaro: il franco svizzero ha registrato il calo più vistoso degli ultimi 7 mesi, scendendo a 1,4660 per dollaro dopo che la scorsa settimana aveva raggiunto il livello piu' alto degli ultimi 3 anni e mezzo.
In forte calo anche la sterlina che ha ripiegato a 1,5659 dollari con il declino più marcato dal 25 gennaio scorso.
Insomma, tutte correzioni che stanno a indicare che un dollaro troppo debole, per ora, non conviene a nessuno. In un mercato già volatile e nervoso, non c'è bisogno di un altro shock come la caduta della moneta americana.

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