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Pessimismo all’italiana 8/1/02, MiaEconomia Tempi incerti per gli industriali d’Europa. Nel quinto mese di quest’anno il clima di fiducia nelle principali economie del Vecchio continente è risultato stazionario, con un lieve decremento per il nostro paese. È quanto rileva l’indagine congiunturale dei tre istituti di analisi economica Isae, Ifo e Insee.
Rimane invariata la fiducia delle imprese tedesche. Gli indici elaborati dall’Ifo mostrano un tasso di crescita pari a zero, lasciando invariato il clima a 91 punti, come nel mese di giugno. La ripresa delle aspettative sul livello degli ordini, con un incremento di 2 punti (da –37 pt in giugno a –35 pt di luglio), non riesce ad ammortizzare infatti la caduta delle stime sulla produzione a breve termine. Le aspettative sull’andamento del fatturato e su quello delle unità prodotte sono negative, con una contrazione di 3 punti (da 1 pt a –2 pt). Restano invece stazionarie, seppur su livelli storicamente alti, la valutazioni sulle scorte di magazzino, che segnano anche in luglio un valore pari a 15 punti. Esorcizzate invece le paure su un rincaro dei listini industriali: scende di 4 punti la quota degli imprenditori tedeschi che prevedono tendenze inflazionistiche per i prossimi mesi (da 7 pt a 3 pt).
Fiducia a crescita zero anche in Francia. Sebbene il clima d’opinione rimanga il più alto tra le tre economie europee, pari a 99 punti, risulta tuttavia incerto per gli imprenditori d’oltralpe. A gettare dubbi è principalmente il calo del livello degli ordini: nel mese di luglio il saldo elaborato dell’Insee scende di un punto, portandosi da –18 pt di giugno a –19 pt, andamento contenuto dalla ripresa della domanda estera (4 pt). Male anche per le previsioni sul trend produttivo, che registrano un calo di 1 punto. Stabile il livello delle scorte a 10 punti.
Spirano venti di pessimismo sulla Penisola. Nel mese di luglio il clima d’opinione degli industriali italiani ha registrato nuovamente un decremento, passando dai 95 punti di giugno agli attuali 94 punti. Questa flessione segue poi quella registrata nella precedente valutazione, che mostrano una caduta nel mese di giugno pari a 2 punti su base mensile. Ad alimentare timori e preoccupazioni tra le nostre imprese sono in particolare gli indici del portafoglio degli ordini. Complessivamente gli indici Isae mostrano una contrazione di 2 punti, passando dai –12 punti ai –14 nel settimo mese di quest’anno. A spingere verso il basso i valori è sopratutto la domanda interna che scende di 3 punti, mentre gli ordini dall’estero rimangono stazionari a –13 punti come il mese precedente. Segnali incerti anche dai livelli di produzione: il saldo mensile scende a –10 punti, con un decremento di 2 punti. Bene invece le scorte di prodotti finiti, che tornano al disotto di livelli considerati normali. Gli indici si portano infatti dai 3 punti del mese di giugno all’attuale valore di –1 punto, scendendo sotto il livello zero.

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