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AOL, si è dimesso Robert Pittman 7/19/02, CNN NEW YORK.- Robert Pittman, direttore operativo di AOL Time Warner e numero uno di America Online, si è dimesso. Resterà fino a che non sarà trovato un nuovo amministratore delegato per America Online, ha reso noto la società giovedì.
AOL - TW è la capofila del gruppo cui appartiene CNN, una delle due società cui fa capo CNN Italia.
Pittman, fondatore di Mtv nel 1981, è stato capo operativo di America Online dal 1998 e uno degli architetti della fusione, insieme al capo di AOL Steve Case e a Richard Levine e Richard Parsons di Time Warner. Parsons è oggi il numero uno del gruppo.
Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, Pittman aveva detto a diverse persone nelle ultime settimane di essere stanco per la pressione continua cui lo sottoponeva il suo incarico.
La notizia è stata state annunciata nel pomeriggio, contemporaneamente a quella della promozione di due manager di Time Warner: Jeffrey Bewkes e Don Logan.
Bewkes, ha deciso il consiglio di amministrazione, guiderà un nuovo gruppo che comprenderà le reti televisive HBO, New Line Cinema, Turner Networks - tra cui CNN -, WB network, gli studios di Warner Bros. e Warner Music.
Logan, invece, attuale presidente di Time Inc., la società editrice del settimanale Time, sarà a capo di una nuova unità comprensiva di America On Line, Time Inc. e Time Warner Cable.
Titolo Aol in caduta libera Le dimissioni di Pittman arrivano nel giorno in cui il Washington Post scrive che America Online, la divisione Internet del gruppo, ha usato "metodi non convenzionali" per aumentare il fatturato iscritto a bilancio dal 2000 al 2002, sia prima che dopo l'acquisto di Time Warner da parte di AOL, che ha creato il primo gruppo mondiale dei media.
Il titolo AOL - TW ha perso un ulteriore 5 per cento giovedì alla borsa di New York, ed è sceso di quasi il 60 per cento dall'inizio dell'anno.
Quanto alle questioni contabili riportate dal Washington Post, il quotidiano della capitale Usa scrive - citando documenti e interviste con dirigenti sia attuali che passati - che AOL ha condotto una serie di operazioni con società partner in base alle quali ha iscritto a bilancio 270 milioni di dollari sotto la voce fatturato.
Il Post cita poi Robert O'Connor, ex vice presidente responsabile per la finanza della divisione pubblicità di AOL, il quale afferma di aver parlato più volte alla dirigenza di AOL del fatto che "chiaramente gran parte del fatturato non era della migliore qualità (...) c'erano delle questioni piuttosto grosse che non volevano affrontare". O'Connor si è dimesso nel marzo scorso.
Un portavoce di AOL, John Buckley, ha affermato che l'articolo del Post contiene inesattezze e giunge a conclusioni errate; in particolare, le operazioni che secondo il giornale costituirebbero contabilità dubbia sono avvenute in base ai principi contabili generalmente accettati, e sono state riviste e approvate salvo una dal revisore dei conti, Ernst & Young.
Quest'ultima società ha confermato per iscritto che tali operazioni contabili sono avvenute in base ai principi riconosciuti della contabilità.
Buckley ha precisato che le transazioni citate dal Post costituiscono, comunque, meno del 2 per cento del fatturato di AOL nel periodo 2001-2002 e che contabilizzarle in modo diverso non avrebbe avuto alcun impatto sull'utile netto.
Sulla questione è intervenuto direttamente anche Parsons che giovedì pomeriggio in una nota ai dipendenti ha spiegato che "non c'è assolutamente alcuna sostanza" riguardo ai sospetti sollevati su American Online. "Non ci sono problemi di contabilità nella nostra azienda", ha precisato.

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